“Dagli occhi al cuore”: il cammino nell’arte di Cosimi
di Francesca Petrucci

“Il sole gridò nel cielo:
un lungo clamore rosso e oltraggiato inondò di sangue
i nostri occhi, e dovemmo chiuderli”.
Ana Maria Matute, Cavaliere senza ritorno

Chiudere gli occhi per leggere un quadro, per lasciare che la sua impronta – come un pugno forte e deciso – si trasformi in un liquido morbido, che dagli occhi scende, si spande, si fluidifica per filtrare in profondità, con pazienza, senza fretta, fino al cuore.
Dagli occhi al cuore.
Gli occhi il primo impatto – cromatico – del rosso, degli ocra, aranci e blu, dell’oro e del nero, poi si entra nel quadro, e comincia la danza.
Cominciano il silenzio e lo spazio a fluttuare nell’aria, ricordi, oggetti e pensieri, colore, cavalli, uomini e donne, computer, macchine, bilance, cani. E soprattutto rinoceronti.
Grande a rompere l’orizzontale della tela, il rinoceronte con la sua primitiva monoliticità blocca lo scorrere fluido che potrebbe essere altrimenti infinito; oppure piccolo, ad un tratto, appare su campo rosso, forte, sicuro: solo lo tradisce una spirale in basso, una sfida ironica e sottile alla sua possanza, quasi ceca, ma saggia quanto è vecchio il mondo.
Senza fretta, senza tempo: tutto quello che serve per bucare lo spazio, riempire il silenzio, e andare a posarsi esattamente lì, sulla tela, come se ci fosse sempre stato. Come quei vecchi col cappello, le mani grandi, la giacca di panno, le rughe intorno agli occhi: da sempre lì, in un posto e quel posto senza di loro non sarebbe lo stesso.
Ore, giorni, mesi: quanto può occorrere perché il tutto prenda forma, la sua forma: perché esista?
La pittura di Cosimi esiste, vive e si muove attraverso un percorso tematico e un percorso tecnico di continua sperimentazione che non conosce confine né posa: strade parallele, che poi si intrecciano, e poi ripartono.
All’inizio era il graffito, come segno primordiale di espressione artistica con la sua purezza essenziale e il suo messaggio forte, veicolato anche attraverso l’uso dell’incisione su intonaco, di superfici ruvide fatte di malta. Poi il passaggio all’intervento grafico, dipingendo su superfici telate: il bulino serve per incidere sulla tela una scritta, un pensiero, fermarlo nel tempo. E ancora avanti, da nuovi materiali – superfici trattate con vernici bituminose – germogliano l’oro e l’argento.
Sperimentare, ricercare, per poi tornare: Cosimi nel suo momento di maturità artistica non abbandona niente del suo passato, quasi fosse una zavorra di cui liberarsi ma anzi, ne fa bagaglio di ricchezza, da tenere caro, prezioso come l’oro che illumina le sue tele, per rileggerlo, con parsimonia e quasi gelosia, nelle sue produzioni nuove. Un confine sottile, difficile, un equilibrio sempre in cerca di nuovi fili su cui compiere le proprie carambole, senza mai cadere, come gli acrobati in bilico a testa in giù sulla groppa sinuosa di cavalli con la coda tagliata…
Dal punto di vista tematico abbiamo conosciuto elementi nelle tele giovanili che si ritrovano elaborati in tutte le tecniche, frammenti di storie diverse, lontane eppure parte della stessa grande storia che pare ora sbriciolarsi in mille racconti incasellati nei grandi dipinti narrativi, ora fluidificarsi in un ciclo senza fine, in cui gli elementi sembrano quasi galleggiare.
E lo sguardo spazia, in ogni particolare ad inseguire il filo srotolato dal gomitolo di una storia a sé, infinita a percorrerla a ritroso, che pure sa intessersi con tutti gli altri fili, per intrecciare una trama sottile, delicata, mai prepotente ma che non ti lascia pensare ad altro.
Come tante storie che affacciano la testa su un cortile, stupite, forse per caso, chiamate all’improvviso da una voce unisona e insieme – alchimia della ‘chiamata’ – creano un’altra storia, più forte, più vera: ognuna il suo spazio, il suo tempo, che puoi scegliere come giocare. Perché guardare un quadro può essere anche una sfida: può volerci un attimo, come un’ora, un giorno, un mese.
Puoi iniziare da qualsiasi parte e ‘viaggiare’ in mille modi, rintracciando ogni volta un percorso diverso, su e giù per la tela, seguendo le traiettorie segnate come voli d’uccelli, oppure spirali che invitano a spostarsi all’interno del quadro, a ritrovare attraverso i colori e gli oggetti qualcosa di sé, basta mettersi in gioco e lasciare che il quadro riempia il presente, per scivolare poi attraverso il ricordo.
Tracce, frammenti, simboli, continui richiami alla pittura rupestre, all’arte africana, e poi d’imporovviso la modernità degli oggetti che evocano la memoria per darle nuova vita.
In tutto questo la tecnica, che Cosimi ama inventare, poi mettere da parte per sperimentarne una nuova e poi di nuovo tornare alla precedente, si plasma alla lettura, ne arricchisce i contorni e la rende particolare, unica in ogni quadro.
Un percorso suggestivo, certamente sempre in avanti, verso una maturità che assume toni accesi e più profondi, ma anche ciclico, che ama rileggersi, tornare a visitare il passato vestito dei panni del presente e con lo sguardo rivolto al futuro.
Apertura e introspezione: compagne fedeli nel cammino dell’arte.
Un cammino che parte da lontano e ritrova i suoi passi nello studio meticoloso ed eclettico della storia dell’arte, ad apprezzarne e osservarne ogni singolo esponente, ogni momento; ma non solo arte figurativa: poesia e musica diventano fonte di ispirazione, di arricchimento. Dietro ogni quadro c’è sempre una gestazione mentale, un magma in cui nuotano come nel caos cosmico pensieri, elementi, ricordi e suggestioni che la mano traduce fedele seguendo l’istinto: trascritti sulla tela risultano infine armonia.
Con questa sensibilità Cosimi ha generato un linguaggio nuovo nel panorama del figurativo, un linguaggio poetico e musicale che rende la sua pittura riconoscibile e unica.
Quello che conta non è quindi il punto di partenza, che peraltro non è mai univoco né facilmente individuabile – potremmo infatti parlare di un’ispirazione “multipla” su tutti i piani –, ma il percorso di rielaborazione, fatto appunto di apertura a nuove e continue suggestioni esterne da un lato, e di introspezione dall’altro.
Ed è proprio questo il cammino che la pittura di Cosimi offre al suo lettore – perché i suoi quadri non basta “osservarli” – un cammino verso e attraverso l’arte, ma che sempre e in ogni sua lettura sappia prima passare dal cuore.
 
Il segreto della memoria
di Emma Gravagnuolo
Fa delle emozioni, dei sogni e della poesia le sue armi vincenti, utilizza un linguaggio leggero in equilibrio tra astrazione e figurazione, con una tecnica – l’affresco – dalle suggestioni antichissime.
Roberto Cosimi è un’artista che crede ancora nell’importanza delle idee e della qualità della loro realizzazione.
In un’atmosfera sospesa e senza tempo, dove il realismo magico sembra essere l’unica dimensione possibile, i suoi racconti fantastici diventano un gioco originale di scatole cinesi. Non bisogna fermarsi alla prima lettura, lasciarsi catturare solo da quello che si vede in superficie.
Per quanto la struttura compositiva, la piacevolezza della visione, l’attrazione dei contrasti cromatici siano visibili da subito, basta lasciar correre l’immaginazione per vedere aprirsi nuovi rimandi, nuove finestre che a loro volta si ricollegano a diversi livelli di conoscenza, in un dialogo aperto a interpretazioni sempre differenti.
Ci sono gli omini stilizzati e gli animali che rimandano all’arte primitiva come le minuscole piramidi testimoni del mistero dell’antico Egitto, simboli magici riflesso della passione di Cosimi per la cultura messicana fino ad arrivare alla televisione., figlia dichiarata dei nostri tempi accostata a un rinoceronte o a un comune gatto domestico.
Questo gioco può continuare all’infinito, i varchi aperti sono molteplici e coinvolgenti al tempo stesso.
Del resto le sue favole sono interpretate da personaggi impossibili e affollati da situazioni che non ne vogliono proprio sapere della ragione. Ma da dove vengono le creature che popolano il suo mondo? Escono dalla custodia dei suoi pensieri, dal sogno e dalla memoria di viaggi, letture e terre lontane, per essere trascritte con gli straordinari toni dell’inverosimiglianza. Vengono dal ricordo di cose conosciute come di tante altre invece appena scoperte, di mille oggetti forieri di ricordi e sensazioni che fanno compagnia a personaggi del passato.
Un miscuglio eterogeneo e proprio per questo tanto interessante, pieno di elementi che rimangono fermi, in attesa, incasellati nella memoria ma pronti a uscire per rivivere sulla tela. I suoi soggetti sono già storia, perché sedimentati nel tempo e sostanziati dalla fantasia. E sono anche abitanti dei sogni, quella dimensioni onirica che diventa specchio di fiabe del nostro tempo.
L’artista lascia, insomma, libero corso creativo all’immaginazione che simula la realtà, la alimenta a proprio piacimento secondo i percorsi più originali e curiosi della fantasia. Anfore, cavalli alati, castelli, soli e conchiglie, come un moderno Bosch, Cosimi trova per loro il giusto spazio sulla superficie. A volte li dispone lontano da qualsiasi griglia – ma mai in disordine, nulla è lasciato al caso, ogni elemento occupa sapientemente solo la parte che gli è stata assegnata – li disegna come fossero note su di una partitura musicale, altre volte invece li incasella in piccoli scomparti come personaggi che abitano uno vicino all’altro, seguendo una logica combinatoria, come fossero tante tessere di un puzzle da comporre di cui solo lui conosce la soluzione.
A questa operazione di ripresa della memoria, Cosimi affianca citazioni di carattere primitivista e fantastico letterario, transita liberamente dentro i territori che sente affini alla sua sensibilità si accosta a Klee, alle forme ancestrali e primitive di Paladino, alle alchimie delle parole degli scrittori che ama di più: Calvino, Rimbaud, Daumal…. Tanto che alla fine le visioni nascono lontano dalla contingenza del presente e senza altra giustificazione che quella della loro apparenza. Già, apparenza, perché a volte queste immagini sembrano dissolversi sulla tela, il tratto quasi si perde su supporti che sanno d’antico. Ma non è sempre così. Segue l’istinto, Cosimi, un gesto che lo porta in altre tele a sottolineare i soggetti con un contorno più scuro, o farli risaltare solo di luce, attraverso contrasti forti che mettono in scena una costruzione dello spazio bidimensionale, volutamente priva della resa dei volumi.
Ma non esistono regole fisse, l’unico punto fermo è la sua attenzione alla materia pittorica. Impeccabile, raffinata, accurata per impasti e spessori, attenta nei toni e nelle differenze cromatiche, nella scelta delle tonalità terrose e calde come degli azzurri e dei blù che sanno di Mediterraneo.
Sono dipinti che vivono d’improvvise accensioni come di zone d’ombra., d’affollamenti tattici di personaggi come di silenzi della visione. Quasi una scenografia diversa per ogni atto, dove quadro dopo quadro, l’opera accompagna lo spettatore in un viaggio emozionale, in un percorso a ritroso tra storia e fiaba tra universale e personale.
 
La pittura di Cosimi: miraggi e altre storie
di Riccardo Ferrucci

Le immagini della memoria, una volta fissate con le parole, si cancellano,
- disse Polo - Forse Venezia ho paura di perderla tutta in una volta, se ne parlo
O forse, parlando d'altre città
l'ho già perduta a poco a poco

La pittura di Roberto Cosimi si presenta come un evento straordinario, attraverso il linguaggio immaginario che produce un senso di disorientamento, ma contemporaneamente, un assoluto coinvolgimento
, per il sapiente dosaggio degli elementi figurali, un accorto uso di toni cromatici e luminosi. Il perdersi e il ritrovarsi è uno dei motivi ricorrenti della scrittura pittorica di Cosimi, che procede per accumulo e sovrapposizione di segni, elementi compositivi, illuminazioni poetiche.
Le frasi del Marco Polo calviniano che parlando di città, reali e immaginarie, dimentica la sua Venezia, introducono un’analogia con i dipinti di Cosimi, dove si realizza un movimento dinamico simile: la forza e la bellezza dell’ultimo dipinto affascinano, ma, insieme, inducono a dimenticare i lavori precedenti. Le immagini una volta fissate sulla tela si dissolvono, guardando in altri dipinti il gioco della memoria porta a dimenticare figure e percorsi precedenti, a perdersi in una realtà labirintica e segnica.
Per Cosimi l’arte è un percorso rigoroso nella storia, nel mito, nel sogno, nel suo incedere si possono realizzare gli incontri più inattesi e sorprendenti.
La pittura primitiva e Paul Klee, eventi mitologici e immagini contemporanee, tutto si combina come in un raffinato gioco, in un sapiente calcolo combinatorio.
Le montagne, i teatri visionari, le scatole magiche, i cavalli alati diventano il motivo esteriore, visibile di un’arte della profondità, che indaga nei meandri dello spirito umano. I toni cromatici del marrone e dell’azzurro, dei rossi e dei blu appartengono ad una tonalità calda, mediterranea, ma lo sguardo contiene echi e suggestioni di civiltà lontane, come quella egiziana o messicana.
L’attrattiva di questi dipinti, i moderni puzzle di Cosimi, è la loro apertura e disponibilità ad inglobare, nel suo incedere, elementi eterogenei, frammenti e squarci di realtà, incursioni nel sogno e la memoria, eventi vissuti e sogni, racconti scritte e leggende orali. La pittura diventa il momento della reivenzione lirica e poetica, in una dimensione onirica e libera, in un monologo interiore che tende a diventare sempre di più racconto collettivo.
La libertà creativa non diventa, in ogni modo, disordine, tutto si ricompone in un sapiente e raffinato registro pittorico, dove ogni segno o incisione hanno una ragione, il colore risulta determinante e significante. I moderni mosaici, l’originale tecnica ad affresco, rendono ricca e articolata la stesura pittorica, anche nelle opere su carta, dove la realtà diventa ancora più leggera, la dimensione del sogno sembra quasi concreta, fino ad avvertire materialmente la parte più segreta del mondo.
Cosimi, pittore toscano vive in una dimensione internazionale, sembra avvertire il pericolo di un linguaggio sempre più povero e standardizzato, per questo costruisce le sue storie in modo quasi alchemico, sperimentando tecniche e materiali diversi, cerca nuovi modi di comunicazione, approcci più liberi con la realtà contemporanea.
Il tentativo è di compiere un personale tragitto tra i simboli della civiltà, ricostruendo un senso della visione nuovo e incontaminato, alzarsi in volo, come il suo pegaso alato, per osservare gli eventi dall’alto, con uno sguardo maturo e consapevole.
Una pittura che vive in una dimensione ludica, ma un gioco serio che produce anche verità e lacerazione, emozioni e paure. Il racconto si affida all’immagine, al colore, al segno per un approccio inconsueto e affascinante, per una storia che non è più possibile raccontare in modo tradizionale.
Una modernità necessaria, così potremmo definire la pittura di Cosimi, che, avvertendo l’usura degli strumenti pittorici più tradizionali, cerca strade diverse per comunicare i propri sentimenti, non per il gusto di stupire, ma per un’ intima e obbligata necessità.
Nel viaggio nell’arte di Cosimi abbiamo provato un sentimento simile a quello descritto da Italo Calvino in "Il castello dei destini incrociati", quando i protagonisti, privati della parola, si devono affidare alle carte, ad un mazzo di tarocchi, ad una comunicazione improvvisata, per raccontare le loro vicende. “Come faccio a raccontare adesso che ho perduto la parola, le parole, forse pure la memoria, come faccio a ricordare cosa c’era lì fuori, e una volta ricordato come faccio a trovare le parole per dirlo; e le parole come faccio a pronunciarle, stiamo tutti cercando di far capire qualcosa agli altri a gesti, a smorfie, tutti come scimmie. Meno male ci sono queste carte, qua sul tavolo, un mazzo di tarocchi, di quelli più comuni, marsigliesi…”.
Dalla combinazione delle carte, dal loro ordine, nascevano storie e racconti differenti, anche in Cosimi la storia e la narrazione nascono da una manipolazione della realtà, dal sapere estrarre colori e visioni, combinare la realtà con i sogni, le invenzioni con la memoria, il colore con il buio. Un processo di manipolazione e sperimentazione di nuovi modelli comunicativi, per non ripetere il già detto, spostare il dialogo sul piano di un linguaggio non verbale, onirico e indefinito.
In un tentativo così nuovo e affascinante è evidente che l’artista si trova spesso a percorrere strade rischiose, a cercare modi e forme personali per raffigurare il proprio tempo e l’universo.
E’ necessario una lettura non frettolosa per comprendere le ragioni profonde della pittura di Cosimi, uno sguardo attento per capire dove l’ombra si addensa, dove ci portano i sentieri della memoria, un luogo in cui ogni traccia dura soltanto un istante. Le immagini della Venezia di Marco Polo si perdevano in altri racconti, così anche le visioni di Cosimi si confondono in altre visioni, descrizioni di descrizioni, ma sfugge il senso finale, il disegno complessivo.
La modernità di Cosimi, nel descrivere il proprio mondo e la realtà, risiede in questo processo creativo, in un continuo work in progress, senza chiudere il discorso, lasciando una porta aperta, facendo vivere sensazioni e sentimenti contrastanti, perché sono il labirinto e la molteplicità le uniche immagini possibili della nostra epoca.
Anche sul piano temporale si annulla il percorso ordinario, si procede in senso antiorario, con epoche diverse e anni lontani che convivono insieme, in un tempo dilatato e comunicante: il passato, il presente, il futuro sono soltanto passaggi obbligati di un autentico viaggio emozionale.
Il tentativo riuscito di Cosimi è di portarci in una dimensione sensoriale, a sentire materialmente, attraverso i sensi, eventi e situazioni, non procedendo soltanto in una lettura razionale, ma sperimentando un metodo di percorso che coniuga ragione e passione, razionalità ed istinto. Con gli occhi aperti e chiusi per guardare la realtà esteriore e, insieme, tuffarsi nei meandri interiori, nel più affascinante dei viaggi: la scoperta di noi stessi.
Ha scritto Daniele Del Giudice: “mi piacerebbe condurti fino al punto in cui si smette di capire, si smette di immaginare; vorrei condurti dove si comincia a sentire”.
Opere come Armonie musicali, Poesia o Tavola della memoria rimandano ad un gioco sensoriale con la realtà, ad un percorso che si affida ai ritmi interni, a modulazioni musicali, a simboli definiti che assumono, però, valenze universali. La struttura compositiva dei quadri di Cosimi risponde a logiche musicali, alla ricerca di un accordo segreto, di un movimento dinamico, una partitura visiva che si compone di note e crescendi, con modulazioni azzardate, eppure compiute.
Una sinfonia visiva totale che si articola in più atti, scena dopo scena, quadro dopo quadro, non per raggiungere una verità assoluta, ma per raffigurare frammenti dell’universo, per gettare illuminazioni sul nostro tempo, con l’astrazione e l’indeterminatezza propria del linguaggio musicale, che evoca e suggerisce più che catalogare e descrivere.
In Miraggio il discorso linguistico diventa ancora più raffinato e in magico equilibrio, con stesure cromatiche che vibrano dal bianco al grigio. Vengono in mente le ricerche compiute dal pittore nel romanzo Oceano Mare di Barricco che, nel tentativo di raffigurare il mare, dipinge una tavola assolutamente bianca. Nel dipinto di Cosimi appare una barca, con una vela bianca, ma tutti gli oggetti e i personaggi sono come colti in controluce, miraggi sul punto di scomparire, verità catturate soltanto per un istante.
Due opere su carta, Montagna e Reperto, rimandano ad una voce poetica diversa, un racconto che induce ad una dimensione temporale più lontana, un ricordo di altre età, ma con strane incursioni moderne, come quella di un auto, che alludono ad un tempo fuori dal tempo, ad una specie di metastoria, di luogo ciclico della creazione.
I dipinti Quadro Gioco o Mosaico alludono ad una dimensione ludica, ma anche ad un’arte intensa come logica combinatoria, capacità di costruire percorsi ed eventi diversi, partendo da frammenti di realtà. Il pittore come alchimista, raffigurato in una carta di Cosimi, capace di estrarre dalla realtà immagini sempre nuove, superare la superficie delle cose per evidenziare sentimenti e segrete ferite.
Il gioco non è mai puro divertimento, ma procedimento di costruzione poetica e ricerca di senso, con strumenti leggeri e lievi.
I quadri di Cosimi sono paesaggi dell’anima, luoghi non soltanto visitabili, ma abitabili, nel senso che provocano un’adesione completa nello spettatore che indugia su ogni particolare, cercando di costruire un proprio mondo all’interno del viaggio poetico dell’artista. Per alcuni aspetti vorrei ricordare il mistero e la magia che aleggia nella pittura di Alberto Savinio, anche avvicinandosi ai lavori di Cosimi abbia avvertito un senso, quasi sacrale, di percorso iniziatici, scoperta e svelamento di una verità nascosta, contenuta tra le cose e gli oggetti.
In Città in equilibrio ritroviamo una partitura compiuta, dove personaggi e oggetti, animali e segni trovano un raro equilibrio. Una poesia visiva che produce un tempo della visione, un luogo magico, dove vediamo situazioni eterogenee, ma legate, coerentemente, dal filo sotterraneo della poesia e dello stile.
Ha detto Franz Kafka: “Si fotografano delle cose per allontanarle dalla propria mente. Lee mie storie sono un modo di chiudere gli occhi”. La pittura di Cosimi si esprime compiutamente soprattutto nelle grandi dimensioni, trova nella dimensione del sogno e della fantasia il suo luogo privilegiato. Un racconto in bilico tra realtà e finzione, per ritrovare illuminazioni e volti della civiltà contemporanea, chiudere gli occhi sulla cronaca e aprire lo sguardo alla memoria e ai sentimenti.
Il viaggio della pittura di Cosimi continua nel nuovo millennio, dietro l’angolo ci aspettano nuovi miraggi e altre storie, le avventure della fantasia, raccontate e annotate, su una mappa fragile, su una pergamena ricca di sogni e armonie.
 
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